uid_11c9e31428d_580_0

L’ANIMA DEL MARE

uid_11c9e31428d_580_0.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOLCI SILENZI

Dolci silenzi mi accompagnano

mentre lo sguardo del mare

arricchisce il cuore,

libera la mente.

Parole incise in un diario

fanno da eco fra le onde,

sembrano perdersi oltre le nuvole

là dove l’orizzonte apre all’infinito.

Il vento modula suoni con la luce

non spegne il suo soffio,

tarda a morire,

si confonde in volo con ali di gabbiani.

Sotto la pelle ambrata

caldo scorre il sangue

pulsa nelle vene

e tutto si fa memoria.

 

 

 

 

IL MIO MARE

Ecco il mio mare!

Non parlerò.

Non dirò nulla.

Chiuderò solo gli occhi

e respirerò il suo respiro.

Ecco qui il mio mare,

immenso e potente,

dolce e glaciale.

Lo guardo

lasciando volare i miei pensieri,

con gli occhi seguo il suo movimento

scrutando l’orizzonte.

I miei sogni cercano chissà cosa.

Quanta magia c’è in lui!

La sua voce

è un dolce richiamo.

Ed io sono qui ad ascoltarla.

 

 

 

 

INCANTO DI LUNA

Gli occhi fissati in quel lembo

di luna rilucente a fili d’acqua

portano la mente a ricordare.

Antichi ma vivi sono i palpiti d’amore

la voce si fa lieve nel rimembrare

un grido sulla pelle ricama nuove emozioni.

Trame tessute su corpi nudi

avvolti in lenzuola di sabbia

inventano l’alba di un nuovo giorno.

Onde impazzite nel mare inseguendosi

cancellano ciò che la mente

non riesce a fare.

 

 

 

 

VELA

Silenziosa e assente

ti fai sospingere

dalla leggera brezza della sera.

Solchi i mari

sembri quasi trasparente

sospesa sull’acqua.

Solo un leggero fruscio

accompagna il tuo viaggio

nella calma del tramonto.

Sei come la mia vita

persa nel mare

della mia solitudine.

 

 

 

 

UNA SIRENA

Una sirena

in alto mare

mi ha portato il vento,

bagnata di sole,

fresca d’alga marina.

Una sirena

che intona canzoni d’altri mondi,

accorda melodie d’acque azzurre

bianche di schiuma,

profumate di salsedine.

E’ il ritmo del mare;

quando le onde

tuonano di rabbia

nell’urlo della burrasca,

nel pianto di grandine incessante.

O mia sirena!

femmina mediterranea dalle squame d’argento

compagna d’abisso d’agili pesci e crostacei,

dissipa l’inganno dei tuoi inebrianti canti,

sussurrami al cuore sincere parole d’amore.

Intanto

echi omerici mi catturano

si dibattono tragici sul fondo

trascinandomi in un sepolcro senza fine.

 

 

 

 

 

UNA BOTTIGLIA NEL MARE

Quello che scrivo

lo metto in una bottiglia

e lo affido al mare.

In fondo

non mi ascolta nessuno

non serve nasconderlo.

Verrà trasportata dalle correnti

attraverserà mari ed oceani.

senza pace proprio come la mia vita.

Qualcuno un giorno troverà quella bottiglia

e forse in quel momento leggendo quei pensieri

avrà per sempre un’emozione da ricordare.

 

 

 

 

 

ANIMA SOLITARIA

Quell’istante tra la luce del giono ed il buio della notte

dove è ancora nitida la linea dell’orizzonte

è magia, è incanto per la mia anima solitaria.

Lentamente cancella con le sue carezze silenziose

ogni traccia del giorno passato

e il suo respiro si fa lieve.

Quella luce rimasta ancora, rischiara le acque

sento in lontananza le voci dei gabbiani

arrivati per il riposo notturno.

In questo momento vorrei essere con te

ad ammirarti, a respirarti

sotto questo cielo che brilla di stelle.

 

 

 

 

 

 

SONO COME IL MARE

Sono come il mare

e per amore di esso voglio vivere.

Puoi accarezzare le mie sponde di sabbia

e farti cullare dalle mie braccia azzurre.

M’immergo negli abissi

risalendo tra gli scogli.

Emergo tra bollicine d’acqua

simili a mormorii di rosari in coro.

Saltello su distese marine felice come un delfino

fra la voce del vento e quella delle acque.

Il sole affonda fra limpide profondità

dissipando le ombre, scacciando i fantasmi.

Custodisco i tesori di madreperla

vivendo tra fiorite chiome di corallo.

Regalo a chi mi cerca

perle colorate e tempestate di conchiglie.

Sono libero come il mare

e come il mare voglio vivere.

 

 

 

 

 

 

LA RAGAZZINA CHE GUARDA IL MARE

Appoggiata al muretto

la ragazzina guarda il suo mare

attenta, rapita, sognante.

Quel sole giallo

enorme palla lucente di remoti giochi infantili

saluta il giorno che muore regalando i colori più belli.

Il mare dolcemente si trasforma in adolescente

poi in padre comprensivo

e penetra nell’anima di quella ragazzina.

 

 

 

 

PRINCIPESSA DEL MARE

Eri tu la regina sullo scoglio

venuta dal mare

sirena dai neri capelli.

Fiera e vanitosa

ti lasciasti immortalare

come principessa del mare.

Tra quelle acque limpide e lucenti

stavi quasi per asciugare

quando tornò quell’onda che verso me t’aveva spinta.

Così il mare t’ha ripreso catturandoti

lasciandomi di te

solo due squame ed un ciuffo di capelli.

 

 

 

 

 

MISTERIOSO MARE

Segni sull’acqua,

note solitarie,

disperse armonie

come lettere d’amore,

come onde svanite

al rossore di un timido tramonto.

Onda sull’onda

voli di gabbiani che si rincorrono giocando

in un unico suono,

ed io che

sulla riva ti attendo

impercettibile richiamo d’amore.

E per pochi istanti

è come se la mia anima

viaggiasse lontano dalla terraferma

per fondersi con tutti i mari del mondo,

strana sensazione che mi fa sentire

come un verme attaccato ad un amo.

Misterioso mare

dimmi chi sei e che vuoi da me,

sott’acqua

ho cercato il tuo nome,

dall’onda

emerge il tuo viso.

 

 

 

 

 

 

DONNA DEL MARE

Ella appare e scompare

donna ridente

di bianche vesti ondulate

di piedi nudi e veloci.

Avanza danzando

tra gli scogli addormentati

blu di mare,

azzurra di cielo.

Sorride

vela gli occhi tra le ciglia

allunga le ombre sulle guance

chiusa in se stessa appare profonda, misteriosa.

Poi si rivela d’improvviso

luce emanata dall’anima

festa del cuore

danza di sorrisi.

Suo è il nettare

d’un sensuale richiamo cullato dal mare

inebriante aroma

liberato nel sole e nel vento.

Avanza ondeggiando i fianchi

morbidi e rotondi,

dolce nei gesti

infantile nei sogni.

Nei ricordi antichi che prepotenti riemergono in superficie

il suo ventre suona e risuona

chiama e richiama

si muove, sorride, libera se stesso.

E’ un attimo soltanto

e poi di nuovo ella fugge via e si vela

scompare

nascondendo la sua figura oltre la linea dell’orizzonte.

Sei sparita un’altra volta donna del mare

tua è la pienezza e la bellezza

tuo il profumo della carne e dei sensi

la gioia della vita e dell’amore.

 

 

 

.

 

IL MARE AMANTE

Dolce ed impetuoso

come un’amante.

Ti guardo.

mi affascini.

La tua voce

entra nella mia mente.

Mi lascio accarezzare

dalle tue onde che t’allontanano e riportano da me.

Brividi,

sulla mia pelle.

Il tuo continuo movimento

culla i miei pensieri.

Li porta via laggiù

dove l’orizzonte si confonde con il cielo.

Amami finchè vorrai,

amami e saprò chi sei!

 

 

 

 

BREZZA MARINA

Lì sul ciglio,

assorto nel silenzio,

ascolto il canto del vento

e con mute parole

dipingo il mare a mio piacimento.

Mare e vento

da sempre complici ed antagonisti,

son la personificazione di attori e registi

in uno scenario naturale

straordinario.

La visione è così spettacolare

sortisce su me un effetto magico

apocalisse interiore e meravigliosa ricostruzione

oggi, come loro,

anch’io sono reso immortale.

Spumose onde si rincorrono

in una danza perpetua

per poi schiaffeggiare lo scoglio

graffiandolo,

umiliandolo senza pietà.

Nell’impatto

stille marine

si posano sul viso,

mi ristorano

da quest’arsura opprimente.

Brezza marina,

ora tocca a te!

inebriami col tuo potere!

rendimi libero e schiavo

irradiami d’infinito.

Coriandoli d’acqua salata,

rapiti dal celere vento fluttuano sull’azzurro tappeto

andando altrove fino a dissetare sua maestà il Re Sole,

immobile spettatore

da sempre assoluto padrone e gran signore!

Inchiodato lassù nel cielo,

riscuote piacere

e splendendo,

a modo suo,

gode!

 

 

 

 

 

 

MAREE

Noi siamo maree,

vivi e liberi come onde i nostri pensieri

a volte sommersi da potenti tempeste

altre cullati da dolci zeffiri.

Ma vi è qualcosa di straordinario e grande:

un pensiero unico, travolgente

che cerca il naufragio e non l’approdo,

così fuggente e folle

da essere eterno,

così intenso e imprevedibile

da essere amore.

 

 

 

 

 

 

A TE MARE

Se solo sapessi esprimere a parole

il sentimento che susciti in me

quando ti vedo

o mio adorato mare.

Quanto spettacolo

nel vedere la tua calma e serenità,

sei celeste e limpido come un neonato,

sembri immune dalla cattiveria di questa vita.

Se solo sapessi

quanta pace infondi nel mio cuore selvaggio.

come mi somigli quando sei agitato,

vorrei avere la tua forza, impeto travolgente e implacabile che tu solo hai.

Se solo sapessi rinascere e diventare delfino,

per poter solcare i tuoi fondali

lasciandomi travolgere dalla schiuma delle tue onde,

sentirei sulla pelle le tue correnti prima calde e poi fredde.

Tu sei come il mio faro nella notte più scura,

il sentiero più sicuro nel maremoto della confusione,

dolce pensiero di liberazione

quando la solitudine attanaglia il mio cuore.

Non resta che sperare di incontrarti ogni notte nei sogni…

per dare a te o Mare

quella potenza d’amore inespressa

che vibra da sempre dentro di me.

 

 

 

 

 

 

SOLO NOI DUE

Mare,

oggi ti ho incontrato di nuovo,

in silenzio

ho ascoltato la tua voce.

Il mio sguardo

spazia libero nella tua immensità,

i tuoi colori sempre nuovi ai miei occhi

mi hanno riempito il cuore e l’anima.

Sei calmo, sereno, invitante,

ho accettato la tua chiamata

e mi sono immerso nelle tue acque

sempre così fresche.

Ogni pensiero

si è allontanato,

eravamo solo noi due

in queste prime ore del mattino.

Intorno,

il nulla.

 

 

 

 

 

 

NEL FARO

Nel faro

i nostri corpi amanti,

come ombre cinesi,

spaziano isocroni

nel futuro infinito,

scanditi lampi di luce

girando nel nulla

accendono desideri

oscurando l’amore.

L’estasi

proietta lontano nel tempo

costellazioni d’amore

per folli amanti.

E il tuo gemere

risuona in me,

ora,

come la risacca

nel mare.

 

 

 

 

 

NON SMISI PIU’ DI AMARTI

Immerso nel tuo grandioso ventre

popolato da anime colorate

che vivono in te,

mi hai accolto

senza fare domande

nelle tue limpide e chiare acque.

Sei apparso

come un’immensa madre

o forse come una bambina,

dalle tue onde

che mi accarezzano il corpo,

inerme mi lasciavo coccolare.

Sono rapito ed estasiato

la mente mi riporta indietro nel tempo,.

alla prima volta che ti vidi

quando ancora bambino

mi conquistasti all’istante,

provai subito per te un amore profondo.

Leggiadro

mi abbandonai sulla battigia,

i miei occhi rivolti al cielo,

catturati dal volo di gabbiani

che volando in alto

sembravano rincorrersi per gioco come angeli bambini.

Mare

io non smisi più di amarti!

 

 

 

 

 

 

CANZONI DEL MARE

Fermati sulla spiaggia,

ascolta la melodia del mare!

Pensa

che racchiusi sul fondo di esso

esistono mille segreti

vivono incontaminate bellezze,

un mondo irreale,

quasi finto,

magico,

inesplorato.

In quei profondissimi fondali

anche nell’oscurità più totale,

pullula la vita

d’esseri minuscoli ed enormi,

strani e fantastici,

creature mai viste

inventate da nostro Signore

che appartengono solo al mare.

Ma se hai orecchie anche per udire,

nel silenzio abissale degli oceani,

sentirai le canzoni piu belle.

note antiche di vecchi pirati,

che parlano di donne

e di battaglie, di tesori sommersi.

Canzoni un po’ stonate,

piene di speranze, di sopravvivenze affidate al mare,

con mani seccate mai dome di pescatori appassionati

che sanno di sale, stanche di fatica.

Canzoni romantiche e tenere

d’innamorati incollati

a guardare tramonti morire

e gustare felicità nascente nei cuori.

Canzoni che le onde spumeggianti

trasportano lontano oltre il sole

e che i gabbiani scuotendo le ali

disperdono nell’aria.

In questa notte d’inverno

ci sarà sul fondo

una canzone in più.

La mia voce

arrivera’ dolcemente a te

e questo scrigno

fatto di acqua salata

sarà poesia per me.

 

 

 

 

 

PARLAMI

Parlami, mare!.

Raccontami le tue infinite storie,

fammi partecipe del tuo mondo.

Ammiro la tua bellezza,

mi spaventa la tua potenza,

mi cattura la tua immensità.

Le tue parole mi arrivano con le onde

s’infrangono nella mia mente

e mi fanno sognare.

 

 

 

 

 

IL MIO SOGNO

La spiaggia al tramonto.

Cammino

solo con me stesso,

il respiro del mare

accompagna il mio,

il suo profumo

inebria la mia mente,

un gabbiano

vola all’orizzonte.

Mi fermo,

guardo il suo volo,

come vorrei poter volare anch’io

andare lontano

raggiungere il mio sogno

e non tornare

mai più.

 

 

 

 

 

 

 

SOSPESO

Ti guardo.

seduto davanti a te,

sento il tuo respiro

calmo.

La mia vista

spazia fino all’orizzonte

là dove ti unisci al cielo

e i suoi colori si riflettono nelle tue acque.

Starei ore ad ammirarti,.

in silenzio

seguo il tuo movimento,

lento, continuo, le tue onde arrivano lievi.

Mi avvicino,

lentamente allungo una mano

avverto la tua presenza

sento la tua carezza.

Mi sdraio sulla sabbia

ad occhi chiusi

ne aspetto un’altra

e un’altra ancora.

Mi lascio scivolare via

tu mi accogli,

sento il tuo abbraccio

il mio corpo perde peso.

Sono sospeso

sopra di me l’immensità del cielo.

come ritornare protetto nel grembo materno,

rivivendo quegli attimi ovattati.

Poi dolcemente,

mi riporti a riva

mi adagi sulla sabbia

mi regali. le tue ultime carezze.

 

 

 

 

 

 

 

 

TU CHE AMI IL MARE

Tu che ami il mare

e ne fai parte.

Tu che voli con ali leggere

e ti lasci trasportare dal vento.

Le tue grida si confondono

con la voce del mare.

E quando sei stanco

ti adagi sulle sue acque facendoti cullare.

Che voglia avrei di seguirti,

di volare con te e sentirmi libero!

Ti regalo un mio pensiero,

portalo con te.

Sopra questo mare,

nel vento.

 

 

 

 

 

 

L’OCEANO DELL’ANIMA

La felicità

spesso ci raggiunge in silenzio

nei momenti più impensati

della nostra esistenza.

Arriva come un gabbiano

spinto dal vento

e rimane con noi

se non la turbiamo coi nostri pensieri.

L’amore

è come un’onda del mare

che può infrangersi prima del tempo.

Non sarà perduta per sempre dentro di noi,

prima o poi

una nuova onda raggiungerà la riva.

Tutta la nostra esistenza è avvolta nel mistero

proprio come la profondità del mare.

Nei suoi abissi inesplorati

vi è il luogo dove s’incontrano

due realtà della vita:

quella che riusciamo a vedere coi nostri occhi

e l’altra velata dal buio.

Ma nella nostra anima

vive un oceano immenso, potente, sconfinato.

E la nostra immaginazione diviene eternità

spazia nell’infinito

varcando qualunque orizzonte

libera di sognare e di amare.

 

 

 

 

 

IL RESPIRO DEL MARE

Com’è bello il mare all’alba!

La spiaggia deserta,

l’onda che l’accarezza dolcemente,

il sole all’orizzonte che nasce,

l’aria ancora fresca.

Passeggiare sulla riva,

ascoltare il suo respiro,

sentire il suo profumo

così intenso.

E poi fermarsi

e rimanere a guardare

questo immenso continuo movimento

fin dove l’occhio può arrivare.

Provo

infinite sensazioni,

il mio respiro,

è il suo.

Un richiamo

e lentamente

passo dopo passo

mi ritrovo immerso nelle sue acque.

Mi sento abbracciato

baciato da questo liquido amante.

Mille brividi

percorrono il mio corpo

e mi lascio trasportare,

libero da ogni pensiero.

Che silenzio stupendo!

E’ come rinascere ogni volta.

 

 

 

 

 

 

L’ARTE DEL MARE

Camminando sulla spiaggia

s’incontrano tanti piccoli particolari

che colpiscono la nostra attenzione:

legni levigati dal mare,

fiori sparsi qua e là usciti dal nulla,

rami di alberi trasportati dalle mareggiate,

opere create

da questo meraviglioso ed immenso artista.

Ascolta il respiro del mare,

affacciati alla finestra e guarda ….

Il mare gioca con gli scogli

e li accarezza dolcemente

oppure

si abbatte su di loro con forza

e li plasma a suo volere.

Osserva ancora le scogliere!

le onde del mare

giocano con loro

modellandole come le dita di un artista,

con dolcezza e potenza,

negli anni

ricamano un merletto prezioso,

regalandoci insenature,

grotte bellissime.

Rimani ammutolito

davanti all’arte creativa del mare

e sogna proprio nel punto dove lo stesso

si incontra con il cielo.

 

 

 

 

IL DELFINO E IL GABBIANO

Volava il gabbiano

nel suo pezzo di cielo dipinto di bianchi voli

permeato dei dialoghi striduli

intessuti di piume leggere.

Nuotava il delfino

nel suo giardino azzurro fatto di onde amiche

scomparendo in esse

e riemergendo poco più in là.

Ma un giorno il gabbiano

volò in un pezzo di mare

e il delfino si immerse

in un giardino di cielo osando sognare.

E lì si incontrarono

in quella terra di mezzo che è l’orizzonte,

in quello spazio infinito dove si affacciano i sogni

che è approdo felice di pochi.

Allora il gabbiano disse al delfino:

quali sono i tuoi sogni?

e il delfino rispose: volare e i tuoi?

il mio sogno è imparare a cavalcare le onde, rispose il gabbiano.

E il gabbiano e il delfino si presero per mano

e insieme divennero maestri e scolari l’uno dell’altro,

scoprirono la forza di essere in due

e di saper sognare.

Quando venne il momento di separarsi

il gabbiano disse “addio” e riprese il suo volo

“addio” rispose il delfino

e scomparve nel blu.

Ma il suo cuore di oceano

aveva messo le ali

così come il cuore di aliante del gabbiano

che adesso solcava i mari.

Erano a conoscenza entrambi

che prima o poi si sarebbero incontrati nel cielo o nel mare

ormai sapevano essere mare e sapevano essere cielo

e all’orizzonte potevano essere sogno.

 

 

 

 

 

 

QUELLA STRANA RAGAZZA

Magia di una notte di luna piena.

Non riuscivo a dormire.

Le tende bianche svolazzavano leggere

e una chiara luce illuminava la stanza.

Il respiro del mare arrivava alle mie orecchie

il richiamo era troppo grande per resistere.

Una figura

dai lunghi capelli biondi,

innamorata del suo mare

veniva verso di me.

Il suo sorriso era dolce

i suoi occhi tristi,

quella strana ragazza confidava al mare sogni e segreti

sicura che mai nessuno li avrebbe rubati.

Disperato io la chiamavo

in quella notte di luna piena,

avevo bisogno che qualcuno mi ascoltasse

sognasse per me.

E lei era già là

a piedi scalzi,

sulla sabbia umida e fresca,.

si lasciava accarezzare dalle onde.

I suoi occhi erano quelli del mare

guardavano la luna e il suo chiarore

inseguivano i suoi desideri,

rincorrevano i suoi sogni.

La luna

era alta nel cielo,

la sua luce argentea

illuminava il mare.

Gli occhi di quella strana ragazza

seguivano il ritmo delle onde,

la vedevo correre,

ritornare a vivere.

 

 

 

 

UN ALTRO GIORNO MUORE

Il sole

gioca con i colori,

ogni volta

sempre diversi.

Come non volesse mai andare via

fino all’ultimo momento

i suoi raggi si specchiano nelle tue acque

trasformando l’orizzonte in un una tavolozza dai mille colori.

Il cielo scuro

si riflette in te

come in uno specchio,

e tu diventi triste e il vento muove le tue onde.

Un altro giorno muore

dimenticato nel silenzio,

solo un gabbiano sopra di te

vola.

 

 

 

 

 

 

QUEL MARE

In quei giorni

ero triste,

disperatamente solo,

ateo,

col cuore chiuso nel ghiaccio.

Per fuggire dal mondo,

lontano da tutto e da tutti,

mi rifugiavo lì nel solito posto

sulla spiaggia in riva a quel mare.

Quante volte ho pianto!

volevo capire,

essere amato,

tornare bambino,

e parlavo al mare della mia solitudine.

Più volte seduto sopra quella sabbia

ho provato ad alzarmi di scatto

per andare incontro al mare

sempre dritto fino ad annegare.

Desideravo affidare

a quelle acque a me così care

il mio corpo,

e farla finita per sempre.

Ma qualcosa invisibile e forte

mi ha sempre fermato

proprio sul punto di farlo,

oggi che sento Gesù nel cuore

capisco che è stato Lui a bloccarmi.

Adesso la mia vita

è completamente cambiata in positivo,

torno spesso in quel posto

ma non mi sento più solo.

Gesù è con me,

sento gioia, felicità, certezza,

ho dentro una ricchezza immensa

non spiegabile a parole.

E’ una potenza d’amore, una luce infinita,

e quel mare che prima mi parlava di morte

o non mi rispondeva affatto,

oggi comunica col linguaggio della pace.

 

 

 

 

 

 

I TUOI SEGRETI

L’immensità che ti porti dentro

è come il mare.

Non scorgo l’orizzonte

del tuo essere.

Cielo e acqua si fondono

nella tetra nebbia della tua solitudine.

Non ci sono velieri di speranze in te,

e nemmeno alghe

che possano attaccarsi agli scogli.

Rifiuti la mia àncora di salvezza:

perchè ti lasci annegare così?

Preferisci naufragare nelle tue paure

per poi morire

nel vento e nella tempesta del tuo dolore.

Non posso far nulla se non ti lasci aiutare,

darei la mia vita per te.

E come un marinaio sconfitto

vago alla scoperta dei tuoi segreti.

 

 

 

 

 

ANIMA INQUIETA

La mia anima inquieta

di naufrago Ulisse,

non ha smesso

di navigare;

non ha porto

cui fare ritorno,

non ha lidi

sui quali approdare,

è perdutamente libera.

Dolce sirena,

più del tuo canto

mi vince il silenzio.

 

 

 

 

 

LE ALI DELL’ANIMA

C’è un momento nell’universo

in cui il cielo

incontra il mare.

Ed è proprio in quell’istante

che le ali dell’anima

iniziano a volare…

 

 

 

 

 

LA POESIA DEL GABBIANO

E’ arrivata esultante

la stagione del gabbiano,

è tempo di migrare

verso terre lontane

per scoprire nuovi segreti,

nuove sensazioni.

Un nuovo giorno è oggi

per spiccare il volo

sulla superficie del mare aperto,

sull’orlo dell’oceano,

per volteggiare sulla cresta dell’onda.

Vola nel vento gabbiano!

vola più in alto che puoi!

non ti fermare.

La mia penna

saranno le tue ali,

i miei versi

la tua scia.

 

 

 

 

 

 

IL MARE E LA BAMBINA

L’inesorabile sbattere delle onde

graffia gli scogli,

li scolpisce,

li modella.

La bambina,

con la vestina gialla e il fiocco stretto in vita,

ha negli occhi l’immagine del sole

per l’ultima volta visto.

Guarda il mare,

vi proietta quell’immensa luce.

E’ solo un attimo

e l’acqua la travolge.

E dopo è solo luce

luce che rischiara e scalda il mare

e la bambina è solo acqua.

 

 

 

 

 

LA SPOSA DEL MARE

Il suo corpo appartiene solo al mare

fedele sposa e amante del potente Nettuno.

Avanza elegante tra schiere di pesci

nel suo abito bianco,

spuma di cristallo

dal riflesso lunare.

Avanza la sposa sopra le onde,

cadono fiori dal cielo stellato

cielo che si confonde col mare,

brezze di vento

alitano accanto,

leggero un profumo di conchiglie

si diffonde sulle coste.

E’ un rito la sua danza

sulle acque in controluce,

lontano s’ode un canto.

 

 

 

 

LAGGIU’ DOVE SI DISPERDEVA IL MARE…

Si dirada come per incanto

la nebbia che mi avvolge

e s’apre d’improvviso il cielo

col suo manto azzurro,

torno a ritroso nel tempo in seno ai miei ricordi

come alghe marine che succhiano caute mammelle di roccia.

Mi rivedo di colpo adolescente

quando evitavo i compagni e le feste

e restavo da solo per ore

ad osservare la distesa infinita del mare,

una voce dentro mi ripeteva sempre:

“i sogni non muoiono mai”.

Cercavo la libertà,

mi chiedevo se nell’universo esistesse qualcuno simile a me,

immaginavo di volare via per scoprire il mondo

senza ritorno, senza fermarmi

come un’onda senza mai una spiaggia

ed i miei occhi ragazzini curiosi e attenti,

si perdevano in lontananza,

laggiù dove si disperdeva il mare oltre l’orizzonte.

 

 

 

 

 

 

ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE

Allontana da me questo calice, Mare!

non voglio berlo,

non è vino

ma è sporco di sangue, veleno per il mio spirito

è salato

come schiuma di mare.

Allontana da me questo calice, Mare!

non lasciare che io m’immerga in te

sino a scomparire sott’acqua,

sono ancora vivo

il mio corpo inerme non giace sul tuo fondale.

Allontana da me questo calice, Mare!

sono solo un uomo di carne e ossa

non posso vincere le tentazioni

non riesco a sconfiggere forze soprannaturali,

abbi pietà di me. Nelle tue acque ho gettato la rete.

Allontana da me questo calice, Mare!

sono come Gesù nell’orto degli ulivi

non posso perdermi

e tu non puoi abbandonarmi

ora che ne ho più bisogno.

Allontana da me questo calice, Mare!

trasmettimi la potenza delle tue onde

la libertà del tuo orizzonte,

fa’ che la tua immensità

riempia la mia solitudine.

Aiutami!

 

 

 

 

SOGNI DI SIRENE

Era quello un modo

per rinascere innocenti

su una strada nuova,

come se una dea partoriente

avesse plasmato il suo feto

in schiuma di mare,

fino a ridosso delle correnti

dove accorsero sirene

a cantare ninnananne al vento,

richiamo vibrante

d’antica preghiera,

primordiale anelito

di sfiorare Dio,

 

 

PERDENDOMI NEL TRAMONTO

Un altro giorno sta passando uguale agli altri

ed io sono da solo con i miei pensieri come sempre,

dentro l’anima sospesa tra i ricordi e l’infinito

una irrefrenabile voglia di fuggire via,

di respirare forte l’aria.

Con la mia auto corro sull’asfalto verso chissà dove

come per riscattare l’anima dal suo torpore

ma la strada sembra farsi sempre più triste.

Il sole scende lentamente all’orizzonte,

la sua luce filtrando attraverso le mie lacrime

mi mostra il suo colore su ogni cosa intorno

avvolgendo il paesaggio d’una malinconica bellezza.

Vedo la spiaggia deserta,

cammino udendo il rumore del mare che s’infrange contro gli scogli,

sento il calore della sabbia sotto i piedi nudi e mi scopro vivo

seguo la via illuminata che il tramonto sembra indicarmi.

E in quella luce come una visione

mi appare il tuo viso

così vicino da sembrare reale,

per quante notti l’ho sognato.

Purtroppo i sogni vanno via col vento e si dissolvono

ma io, chissà perchè, non l’ho mai dimenticato.

Ora vedo scomparire laggiù in fondo al mare

il sole,

nasconde i suoi ultimi raggi quasi furtivamente,

e la superficie dell’acqua,

che nelle giornate serene luccicava

come ricoperta da miriadi di specchi,

assume quel triste colore che segue al crepuscolo

delineando il profilo d’una natura morente.

Anche il tramonto ormai,

come tutte le mie cose più belle,

è fuggito via.

Ed io mi trovo ancora qui in riva al mare

senza sapere il perchè.

Portami via dove sei tu

non lasciarmi solo.

Distante dal mondo

senza ombra viva intorno e col tempo che vola,

la mia anima s’è perduta

volgendo anch’essa al tramonto.

L’ANIMA DEL MAREultima modifica: 2012-12-25T11:24:53+01:00da claudiocisc1
Reposta per primo quest’articolo